lunedì 9 gennaio 2017

"Vivere in disparte per essere al cuore del mondo". Il convegno dei nuovi eremiti a Firenze

Esistono ancora gli eremiti? La risposta è sì e in italia ne vivono circa duecento, di cui una buona parte sono anche donne e laici. Eccezionalmente I nuovi eremiti hanno abbandonato i loro luoghi di isolamento e di silenzio e hanno deciso di riunirsi a Firenze al convegno: «Vivere in disparte per essere al cuore del mondo». Una massima, quella dello scrittore e religioso americano Thomas Merton, a descrivere questo incontro speciale: «Nella mia solitudine sono diventato un esploratore per te, un viandante di regni, che tu non sei in grado di visitare. Sono stato chiamato a esplorare un’area deserta del cuore umano».
Vivono «come gufi nella notte», così li definì Cristina Saviozzi in un fortunato libro edito da San Paolo, nascosti in appartamenti anonimi all’interno delle nostre città o in masi abbarbicati su montagne difficili da raggiungere. Ma tre giorni fa, in via del tutto eccezionale, hanno scelto di scendere “a valle”.
Gli eremiti, quelli di oggi, ci stupiscono: alcuni di loro sono persone come tante, uomini e donne che hanno deciso di allontanarsi dalla loro vita di tutti i giorni e di dedicarsi alla solitudine del silenzio e della preghiera. Sono tanti, e vivono in luoghiu molti diversi, in montagna ma anche in città.
Difficile censirli. Arduo, anche, incontrarli. Amano fuggire dal rumore del mondo seguendo solo e soltanto il richiamo dello Spirito. Un richiamo esigente, che porta alcuni di loro — non tutti — a vivere «sulla soglia», come diceva di sé la filosofa e mistica francese Simone Weil, senza cioè alcun riconoscimento da parte della Chiesa.
Tra gli eremiti di oggi ci sono anche molte donne. La riflessione spirituale è la loro missione e si trovano spesso a dare conforto anche a chi viene dalla città, a chi non ha un minuto o lo spazio per dedicarsi a un momento per sé. E le donne sono per nascita accoglienti, spiega l'eremita Marta Galli.
«Siamo sempre di più — racconta l’eremita Marta Gatti, che vive nell’entroterra del Garda in un appartamento adiacente a una chiesa — e il motivo forse è uno: gli eremiti, lo vogliano o no, accolgono tante persone bisognose di ascolto e attenzione. E in noi donne questa dote dell’accogliere è naturale».
A Firenze gli eremiti Italiani hanno raccontato le loro esperienze e fra loro c'era anche Raffaele Busnelli, che fino a pochi anni fa era un semplice prete e che ha deciso di ritirarsi in montagna. Ma tra i nuovi eremiti esistono anche quelli laici, che scelgono di dedicarsi alla vita spirituale pur non appartenendo ad alcuna congregazione religiosa.
Non tutti, insomma, sono come l’alcantarino Carlo di San Pasquale — di lui ha scritto Francesco Lepore in Seraphica Charitas, Libreria Editrice Vaticana — che da religioso abbracciò l’eremitaggio. Esiste anche un mondo laico che opta per il silenzio, donne e uomini comuni che abbracciano una vita di privazione per essere soli con Dio: sveglia a notte fonda, la preghiera fino all’alba, il silenzio come regola di vita. Poi i lavori manuali in casa, l’accoglienza della gente che bussa e quindi, al calar del sole, il riposo.
Un esempio è Paola Biacino, donna che ha deciso di vivere in solitudine in una piccola baita, due metri per tre, vicino Cuneo. Paola, quando la neve fuori è troppo alta, non incontra nessuno anche per mesi. Oppure Antonella Lumini, che si potrebbe definire proprio una nuova eremita. Antonella vive nel centro storico di Firenze ed è attualmente in pensione. Prima si manteneva lavorando part time sui testi antichi della Biblioteca Nazionale. La dedizione totale alla vita spirituale oggi può assumere diverse forme e la sua vita ne è la testimonianza.
Ogni giorno, terminato il lavoro nel primo pomeriggio, tornava a casa e si apriva al silenzio. Una stanza, che lei chiama «pustinia » («deserto» in russo), è a esso dedicata. Qui ancora oggi Antonella ascolta la voce dello Spirito. Qui riceve le persone che necessitano di aiuto e discernimento nelle difficoltà della propria esistenza quotidiana.
Le esperienze di queste donne hanno varie forme, la dedizione alla vita spirituale è esercitata in molti modi dalle varie eremite ed eremiti. Esistenze apparentemente diverse, ma che si concentrano tutte sulla predilezione della vita del pensiero. Lucia ha infatti un'altra storia: è religiosa e vive in un'antica chiesa in Val Camonica del XV secolo. In questa chiesa ha già vissuto un altro eremita, chiamato " il rumit".
Poi per duecento anni non c’è stato più nessuno finché, dice, «sono arrivata io». «Il luogo mi ha convinto subito. Lo Spirito necessita anche di un ambiente adatto in cui vivere, esprimersi. Il luogo, per l’eremita, diventa sacramento. Da quell’eremo non sono più uscita. Scrivo icone, studio e accolgo gente. Recentemente, ad esempio, ho accolto tre donne che avevano subito violenze da piccole. L’eremo ha fatto riscoprire la parte più pura, intatta, della loro persona. Spesso con me le persone fanno dei cammini di liberazione. Mi aiutano anche psicologi e terapeuti».
(Nota: Il convegno si è tenuto dal 6 al 9 ottobre 2016)

1 commento:

myriam ha detto...

Mi chiamo Myriam. Ho abbracciato da diversi anni la vita eremitica, pur essendo consacrata laica Carmelitana. Come altre persone, vivo fuori Roma in una piccola palazzina circondata dal verde. Fino al 2013 uscivo raramente, poi per gravi problemi fisici, ho dovuto trascorrere molto tempo a letto. Ho un piccolo aiuto da parte di una signora che viene per poche ore la mattina, il resto della giornata e della notte lo trascorro da sola. Questa solitudine è riempita da tante cose che la Provvidenza ha messo sulla mia via: volontariato attraverso il telefono e la posta elettronica,la scrittura, un grande dono che da qualche anno Dio mi ha concesso, l'amore per la lettura, per testi spirituali e altri libri che trattano argomenti di psicologia.
Attraverso la lettura ho imparato a conoscere il pensiero e lo stile di vita di persone che vivevano come me. Pur essendo io limitata nel non poter uscire, la mia casa è un piccolo Eremo. Da tempo avevo letto il libro PUSTINIA,di una famosa scrittrice russa e piano piano anche la mia casa è diventata una PUSTINIA.
Pustinia che vuol dire Deserto.
Voglio precisare che la casa dove io vivo, è
un semplicissimo appartamento, decoroso e semplice. La camera, in cui trascorro gran parte della giornata, è grande e luminosa. Qui c' è tutto il mio mondo. Ho scelto un piccolo angolo dove c'è un mobiletto con alcuni oggetti religiosi, il più importante è un cofanetto che racchiude una Teca, per quando mia sorella suora viene a portarmi la S. Comunione, un lumino, che è sempre acceso, e qualche altro segno religioso, esempio una campana, una lampada di coccio che ricorda la vigilanza delle Dieci Vergini del Vangelo.Questo è un angolo dove mi raccolgo in preghiera. Questa semplice Stanza per chi vi è entrato, non sapendo nulla, mi ha detto che era una Stanza particolare, che emanava raccoglimento e pace.
Il cammino non è stato facile per arrivare a questa pace, però vorrei con questa esperienza fare coraggio a molte persone che non sanno dare un senso alla loro vita. Pur essendo libera di decidere, mi sono fatta consigliare e ho trovato conforto da persone preparate . Ho uno stile di vita molto semplice e libero, però ho le idee chiare che per condurre questo stile di vita ci vuole un piccolo regolamento. Ognuno può scegliere ciò che è adatto al proprio stile di vita con grande libertà di spirito. Concludo ringraziando le tante persone che si sono esposte in prima persona e hanno parlato della loro scelta di vita. E gli Autori che si sono interessati di questo mondo un pò strano per loro. Insomma intendo ringraziare tutti, perché se sono una persona più serena oggi, lo devo a tutti. Grazie. Dio vi benedica insieme alla Vergine Santissima.
Lascio il mio indirizzo mail se può essere utile a qualcuno.
myriam.caterina@gmail.com